
“La democrazia è un’illusione. Non possiamo avere una democrazia in un sistema capitalista, imperialista, patriarcale e religioso, perché tutti vogliono soldi. Se eliminiamo religione, capitalismo e imperialismo, allora ci sarà socialismo e, in tal caso, non ci sarà nessun governo. La democrazia è vera libertà. Non esiste un vero presidente democratico al mondo.”
Nawal al-Saʿdāwī
Nawal al-Saʿdāwī, scrittrice e attivista egiziana, ha dedicato la sua vita a smascherare le contraddizioni dei sistemi politici e sociali contemporanei, evidenziando come la democrazia spesso si riveli un’illusione più che una realtà. Secondo Al-Saʿdāwī, la vera democrazia non può esistere finché esistono strutture economiche, culturali e religiose che concentrano potere e limitano la libertà individuale.
La democrazia sotto il velo del capitalismo
In un contesto capitalistico, la distribuzione del potere politico è inevitabilmente influenzata dalla ricchezza. Le decisioni pubbliche tendono a favorire gli interessi dell’élite economica, riducendo le possibilità per i cittadini comuni di partecipare in modo significativo. Il voto e le istituzioni democratiche diventano così strumenti simbolici, più che reali strumenti di cambiamento.
Patriarcato, religione e imperialismo: ostacoli alla libertà
Secondo Al-Saʿdāwī, il patriarcato struttura la società in modo da privilegiare gli uomini e limitare la rappresentanza di donne e minoranze. Allo stesso tempo, le religioni istituzionalizzate possono limitare la libertà di pensiero e di azione, imponendo norme e dogmi che incidono sulle scelte collettive. Infine, l’imperialismo e l’influenza di potenze esterne comprimono la sovranità nazionale, rendendo la democrazia interna spesso una finzione.
La libertà come vera democrazia
Per Al-Saʿdāwī, la democrazia autentica coincide con la libertà reale: la possibilità di vivere senza oppressioni economiche, culturali, di genere o religiose. Finché le strutture di potere rimangono invariate, i leader eletti non possono essere veramente liberi, e la democrazia resta incompleta, un ideale più che una pratica concreta.
Verso una società autogestita
La scrittrice propone una riflessione radicale: eliminando le gerarchie oppressive, la società potrebbe evolvere verso forme di autogestione e cooperazione collettiva, senza bisogno di governi centralizzati. Non si tratta solo di cambiare le leggi o eleggere nuovi rappresentanti, ma di trasformare le strutture di potere che impediscono la vera libertà.