A questa antropologia del vincente preferisco di gran lunga chi perde

“Penso che sia necessario educare le nuove generazioni al valore della sconfitta, alla sua gestione, all’umanità che ne scaturisce; a costruire un’identità capace di avvertire una comunanza di destino, dove si può fallire e ricominciare senza che il valore e la dignità ne siano intaccati; a non divenire uno sgomitatore sociale; a non passare sul corpo degli altri per arrivare primo. In questo mondo di vincitori volgari e disonesti, di prevaricatori falsi e opportunisti, della gente che conta, che occupa il potere, che scippa il presente, figuriamoci il futuro, a tutti i nevrotici del successo, dell’apparire, del diventare. A questa antropologia del vincente preferisco di gran lunga chi perde. E’ un esercizio che mi riesce bene e mi riconcilia con il mio sacro poco”.
Pier Paolo Pasolini

One thought on “A questa antropologia del vincente preferisco di gran lunga chi perde

  1. Siamo sicuramente prima del 1975. Come non considerarlo un autentico visionario, capace di vedere il presente ma soprattutto il futuro. 50 anni dopo sembra una riflessione sul misero oggi che ci circonda…

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *